Oggi vorrei discutere con voi di un caso davvero singolare, quello di DecorMyEyes.
Questa "notizia" è finita addirittura sul
NYTimes. L'articolo è molto lungo quindi ve lo sintetizzo.
Una donna cerca su Google il nome dei suoi occhiali da sole preferiti. Al primo posto su Google trova il sito DecorMyEyes e ordina il prodotto.
La transazione non va a buon fine: la donna viene trattata male, insultata e addirittura pesantemente minacciata.

La donna decide quindi di cercare informazioni e di esporre i propri problemi su GetSatisfaction. E scopre in un thread che dozzine di persone hanno ricevuto lo stesso trattamento.
Ma la cosa più assurda è che nel thread era anche presente la seguente risposta da parte di DecorMyEyes:
“Hello, My name is Stanley with DecorMyEyes.com, I just wanted to let you guys know that the more replies you people post, the more business and the more hits and sales I get. My goal is NEGATIVE advertisement.”
Assurdo vero? E invece pensandoci bene la "strategia" di DecorMyEyes ha un senso.
Su internet tutti i clienti scontenti parlavano male di DecorMyEyes, inserendo dei
link al sito.
E quindi all'aumentare dello scontento, aumentavano anche i link provenienti da persone infuriate con DecorMyEyes.
Era questo quindi il motivo per cui DecorMyEyes era primo su Google!

La mia unica considerazione è questa: Google di sicuro non usa la sentiment analysis nel valutare i link per il posizionamento organico (non parliamo di mappe). Altrimenti i link provenienti da post con recensioni supernegative sarebbero stati conteggiati in modo diverso.

Beh a voi la parola. Il caso offre molti spunti interessanti...