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OTT
Michele Caivano aka Fortunecat | SEO | Discussione
Brevetto Microsoft 24 settembre 2009: Techniques to perform relative ranking for search results.
Scopo: presentare all’utente una lista di siti e risorse dando precedenza alle risorse più rilevanti.
Perché Microsoft avverte la necessità di aggiornare i propri algoritmi?
In passato la classificazione delle risorse in funzione delle proprietà desunte dai metadati si è rivelata inadeguata costringendo l’utente a visionare una serie di risorse irrilevanti. In molti casi infatti i metadati erano non corretti o fuorvianti.
Funzionamento dell’algoritmo:
La ricerca è effettuata da un sistema denominato “Enhanced Search Component”. Tale sistema è composto da:
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OTT
Michele Caivano aka Fortunecat | Video di Matt Cutts | Discussione
La dimensione di un sito intesa come numero di pagine/contenuti ne influenza l’autorità?
Ecco la risposta di Matt Cutts:
Non è la dimensione di un sito a determinarne l’autorità. L’autorità è tipicamente influenzata dai link che puntano verso le pagine in questione.
Ed è proprio il Pagerank calcolato a partire da tali link che determina quante pagine del sito verranno indicizzate.
Se abbiamo un sito con un milione di pagine, ma che è linkato soltanto due persone, Google non ritiene necessario far seguire al crawler tutti i link presenti. La scansione si limiterà ai primi link presenti sulla root page e sulle pagine secondarie.
(Nota: risulta nuovamente confermata la relazione tra crawling e pagerank spiegata in questo post.)
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OTT
Michele Caivano aka Fortunecat | Video di Matt Cutts | Discussione
Google fornisce risultati locali anche nelle SERP relative a query generiche come “ristoranti”. Google quindi mostra risultati personalizzati in funzione dell’indirizzo IP dell’utente, anche se non è stato effettuato il login?
Ecco la risposta di Matt Cutts:
La cosa non ci deve stupire. Se Google nota che particolari richieste dell’utente sono adeguatamente soddisfatte da risultati locali, allora saranno proprio tali risultati ad essere mostrati nelle SERP.
Facciamo due esempi. Se qualcuno cerca su Google “pizza” di certo sta cercando un esercizio commerciale a lui vicino dove poter acquistare una pizza.
Inoltre: se l’utente cerca “caffè” solitamente non è interessato alla storia del caffè ma sta cercando un posto dove poter bere una tazza di caffè.
Lo stesso dicasi per altre query come “meteo”, “film”, ecc.
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OTT
Michele Caivano aka Fortunecat | SEO | Discussione
Da oggi Fortunecat.it inizia una serie di test comparativi per determinare il peso di vari fattori di posizionamento su Bing, un motore di ricerca che rappresenta un terreno ancora inesplorato da un punto di vista SEO.
Oltre ad evidenziare le differenze tra i due motori di ricerca, le analisi comparative che condurrò cercheranno di delineare alcuni principi di funzionamento che valgono in generale per tutti i motori di ricerca.
Iniziamo dal valutare il differente peso dei backlink. Per effettuare quest’analisi ho estrapolato i dati relativi ai primi 100 siti della serp per la parola chiave “SEO” sia su Google che su Bing.
In particolare sono stati estratti:
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OTT
Michele Caivano aka Fortunecat | Eventi | Discussione
I giorni 10 e 11 Ottobre si terrà a Roma il Symposium GT, un convegno organizzato dalla community di GiorgioTave e interamente dedicato a Google, il motore di ricerca per eccellenza.
Ho il piacere di essere uno dei relatori, il mio intervento avrà come filo conduttore il mobile web. Fornirò alcune indicazioni circa il comportamento degli utenti mobile e spiegherò quali sono gli algoritmi che sono alla base di Google Mobile Search.
Relazioneranno anche:
Se siete interessati potete iscrivervi gratuitamente qui.
Ci vediamo a Roma. ![]()
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OTT
Michele Caivano aka Fortunecat | SEO | Discussione
Oggi parliamo del fenomeno della deindicizzazione nei blog. Molti bloggers notano che i loro vecchi post spariscono dall’indice rimpiazzati dai nuovi articoli. Come risolvere questo problema?
Ecco la mia teoria (basata anche su quanto detto da Matt Cutts): la profondità e la frequenza del crawl sono collegate al pagerank mediante una relazione di questo tipo:

Maggiore è il pagerank, con più frequenza e con maggiore profondità le nostre pagine verranno scansionate.
La profondità del crawling nella deindicizzazione gioca un ruolo fondamentale, perchè come notato da alcuni esperti (tra cui Giorgio Taverniti) spesso i post vengono rimossi dall’indice proprio nel momento in cui smettono di comparire nella homepage del blog, rimpiazzati da nuovi articoli.
Un crawling più profondo ci dà la certezza che anche le pagine successive del blog vengano esplorate e conseguentemente indicizzate dal Googlebot.
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SET
Michele Caivano aka Fortunecat | SEO | Discussione
Nella lezione precedente abbiamo parlato di come sono considerati i duplicati da Google. I contenuti duplicati non sono fonte di penalizzazione perchè fra le tante versioni dello stesso contenuto Google sceglie di mostrarne una sola, quella che ritiene più rilevante per l’utente.
D’accordo. Ma cosa accade quando i nostri testi vengono copiati da terzi? C’è il rischio che nella SERP i nostri siti non appaiano affatto, rimpiazzati dalle pagine di qualche webmaster poco onesto.
Questo post si articolerà quindi in tre punti:
I servizi che possiamo utilizzare sono sostanzialmente due:
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SET
Michele Caivano aka Fortunecat | SEO | Discussione
In questa prima lezione parleremo della policy di Google nei confronti dei contenuti duplicati, facendo riferimento alla informazioni fornite da Matt Cutts e da Greg Grothaus.
Non esiste una duplicate content penalty.
Avrete sicuramente notato che spesso alla fine delle SERP appare il seguente messaggio:
Al fine di visualizzare i risultati più rilevanti, sono state omesse alcune voci molto simili alle XX già visualizzate.
In alternativa, è possibile ripetere la ricerca includendo i risultati omessi.
A volte però accade che sia proprio il nostro sito ad essere “omesso” dalla SERP. Ma questo in realtà non dipende da una penalizzazione.
Google punta alla diversità dei risultati mostrati. Non vuole cioè che nella stessa SERP siano presenti più versioni dello stesso contenuto.
Gli esempi più comuni:
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SET
Michele Caivano aka Fortunecat | Comunicazione | Discussione
Dopo aver letto un post di Francesco Tinti aggiungo alcune considerazioni…
Lo scopo della comunicazione è – banalmente – comunicare. Sembra ovvio.
Ma se riflettiamo un momento sulla parola comunicare ci accorgiamo che questo verbo ha un complemento oggetto e un complemento di termine. Si comunica qualcosa a qualcuno.
L’avvento dei motori di ricerca e dei sistemi “algoritmici” di reperimento delle informazioni ha di fatto abolito il termine della comunicazione.
Come giustamente fa notare Francesco, quella operata dai motori di ricerca è quindi una selezione quasi darwiniana, che ha di fatto determinato il successo di un modello che con l’informazione ha poco a che fare.
Ci si dimentica che dietro l’informazione c’è sempre una persona. E una persona vera non può essere tematizzata. Le persone divagano. A volte ritornano sui propri passi e riprendono vecchi argomenti, altre volte no.
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SET
Michele Caivano aka Fortunecat | Mobile | Discussione
Le informazioni sulla Mobile SEO sono ancora estremamente poche, eppure i fruitori di contenuti mobile sono notevolmente aumentati grazie alla diffusione di dispositivi quali iPhone, palmari, ecc…
Ma come funziona esattamente la Mobile Search di Google?
Facciamo riferimento al brevetto “Blending Mobile Search Results” del 31 Luglio 2008. Le SERP restituite da mobile search sono una miscela (da qui il termine blending) di siti “normali” e siti mobile. Nella figura possiamo osservare lo schema di funzionamento (cliccare per ingrandire l’immagine).
Spieghiamo in sintesi il processo: