<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0"
xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
><channel><title>Fortunecat.it &#187; Social network</title> <atom:link href="http://www.fortunecat.it/argomenti/social-network/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.fortunecat.it</link> <description>SEO, web marketing e notizie dal mondo dei motori di ricerca</description> <lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 06:32:08 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Condividere vs Creare</title><link>http://www.fortunecat.it/2009/08/futuro-social-network/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=futuro-social-network</link> <comments>http://www.fortunecat.it/2009/08/futuro-social-network/#comments</comments> <pubDate>Wed, 12 Aug 2009 10:07:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Fortunecat</dc:creator> <category><![CDATA[Social network]]></category> <category><![CDATA[facebook]]></category> <category><![CDATA[sharing]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.fortunecat.it/?p=63</guid> <description><![CDATA[Lancio una provocazione: siamo sicuri che il boom repentino dei social network e soprattutto delle varie forme di sharing sia davvero un passo in avanti? Non metto in dubbio che Twitter e gli altri social siano degli ottimi strumenti di comunicazione e come tali possano essere usati per conseguire obiettivi di marketing. Il punto è [...]<p><p style="text-decoration: none; color: #000; font-weigth: bold; text-align: right; font-size: 10px"><a href="http://www.fortunecat.it/2009/08/futuro-social-network/">Condividere vs Creare</a><br /> &copy; Fortunecat.it <a style="text-decoration: none; color: #000; font-size: 10px; font-weigth: bold; text-align: center;" href="http://www.fortunecat.it">Web Marketing Blog</a></p></p> ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lancio una provocazione: siamo sicuri che il boom repentino dei social network e soprattutto delle varie forme di sharing sia davvero un passo in avanti?<br /> Non metto in dubbio che Twitter e gli altri social siano degli ottimi strumenti di comunicazione e come tali possano essere usati per conseguire obiettivi di marketing. Il punto è che il modello su cui si basa questa concezione del web non mi sembra sostenibile. Quello che manca in fondo è la <em>creazione di nuovi contenuti</em>.</p><p><em><strong>Crisi dei social network in vista?</strong></em></p><p>Si è parlato di crisi dei blog e dei forum, incalzati da Twitter e Facebook. Ma tutto questo è destinato a durare? Io ho notato degli scricchiolii, partiamo dalla nota piattaforma di micro-blogging:</p><ul><li>Secondo voi qual è il valore aggiunto di Twitter? Su Twitter non ci sono reali conversazioni, si ha sempre l&#8217;impressione di parlare da soli. E d&#8217;altronde non siamo tutti Obama, la platea in ascolto per molti utenti è relativamente ridotta (secondo una ricerca dell&#8217;HP Lab risalente alla fine del 2008 gli utenti di Twitter hanno in media 80 followers, anche se tale dato è distorto dalla presenti degli utenti top).</li><li>Secondo una recente ricerca di Harvard Business il 10% degli utenti top di Twitter produce ben il 90% dei tweets dell&#8217;intera piattaforma. Questo implica che le persone che davvero producono informazioni sono un gruppo estremamente limitato.</li><li>Secondo un altro sondaggio il 60% degli iscritti abbandona Twitter dopo un mese.</li></ul><p>Ma è solo Twitter ad avere dei problemi? Io credo sia in crisi un intero modo di pensare:</p><ul><li>Il tracollo di Myspace dimostra come quello dei social network sia un fenomeno giovanile, alcuni hanno paragonato il tentativo di trattenere i giovani su una piattaforma al tentativo di trattenere l&#8217;acqua con le proprie mani.</li><li>Pew Internet &amp; American Life Project ha rilevato che l&#8217;aumentare degli utenti adulti su Facebook ha determinato la fuga di molti giovani: il semplice fatto che la piattaforma fosse frequentata anche da over 55 avrebbe di colpo &#8220;invecchiato&#8221; Facebook, agli occhi dei ragazzi delle high schools.</li></ul><p>Qual è il minimo comune denominatore dei punti sopracitati? O meglio: qual è la vera debolezza insita nei social network? Quello che pochi vogliono ammettere è che non siamo presenti su Facebook o su Twitter per comunicare con altre persone. Leggo oggi su Repubblica che persino le persone che su Facebook hanno 500 amici alla fine sono in contatto con al massimo 10-15 persone. La causa di questa limitatezza è da alcuni individuata nella struttura stessa della mente umana: gli uomini non sarebbero semplicemente capaci di restare in contatto con un numero così elevato di persone.</p><p>Ma se non siamo sui social per comunicare qual è lo scopo della nostra presenza? In teoria nessuno. A meno che il social network non divenga un modo per veicolare contenuti. Da qui il continuo sharing di video, testi, citazioni che possiamo vedere nelle bacheche di Facebook.</p><p><em><strong>Condividere, condividere, condividere&#8230;</strong></em></p><p>Ma si può condividere all&#8217;infinito senza creare? E chi crea è davvero disposto a dare le proprie creazioni in pasto a dei semplici aggregatori?</p><p>Il fatto che un magnate come Murdoch abbia di fatto decretato la fine delle informazioni gratis sul web significherà pure qualcosa no? Da Novembre il Sunday Times sarà il primo giornale della News Corp a diventare a pagamento.  E qual è una delle ragioni addotte? Murdoch ha accusato Google e Yahoo di utilizzare &#8220;impunemente&#8221; le notizie dei suoi giornali. Anche in questo caso quindi il problema è dovuto al fatto che qualcuno ha preferito condividere e riutilizzare piuttosto che elaborare nuove notizie.</p><p>Un modello come questo secondo me non può avere futuro. E voi che ne pensate?</p><p><p style="text-decoration: none; color: #000; font-weigth: bold; text-align: right; font-size: 10px"><a href="http://www.fortunecat.it/2009/08/futuro-social-network/">Condividere vs Creare</a><br /> &copy; Fortunecat.it <a style="text-decoration: none; color: #000; font-size: 10px; font-weigth: bold; text-align: center;" href="http://www.fortunecat.it">Web Marketing Blog</a></p></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fortunecat.it/2009/08/futuro-social-network/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Intervista ad Enrico Scognamillo di Meemi.com</title><link>http://www.fortunecat.it/2009/06/intervista-meemi-capobecchino/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=intervista-meemi-capobecchino</link> <comments>http://www.fortunecat.it/2009/06/intervista-meemi-capobecchino/#comments</comments> <pubDate>Thu, 11 Jun 2009 11:11:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Fortunecat</dc:creator> <category><![CDATA[Interviste]]></category> <category><![CDATA[Social network]]></category> <category><![CDATA[meemi]]></category> <category><![CDATA[microblogging]]></category><guid isPermaLink="false">http://fortunecat.it/2009/06/intervista-al-proprietario-di-meemi-com/</guid> <description><![CDATA[Intervistiamo Enrico Scognamillo (alias &#8220;Capobecchino&#8221;), proprietario insieme a Carla Ruggiero (alias &#8220;Crocchetta&#8221;) della piattaforma italiana di microblogging Meemi.com: M: Ciao Enrico, ti ringrazio per aver accettato l&#8217;intervista, è molto gentile da parte tua. E: Ciao Michele. E perché non dovrei risponderti, sei così gentile. M: La domanda di rito: cosa è Meemi? E: Meemi ora [...]<p><p style="text-decoration: none; color: #000; font-weigth: bold; text-align: right; font-size: 10px"><a href="http://www.fortunecat.it/2009/06/intervista-meemi-capobecchino/">Intervista ad Enrico Scognamillo di Meemi.com</a><br /> &copy; Fortunecat.it <a style="text-decoration: none; color: #000; font-size: 10px; font-weigth: bold; text-align: center;" href="http://www.fortunecat.it">Web Marketing Blog</a></p></p> ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intervistiamo Enrico Scognamillo (alias &#8220;Capobecchino&#8221;), proprietario insieme a Carla Ruggiero (alias &#8220;Crocchetta&#8221;) della piattaforma italiana di microblogging <a href="http://meemi.com/">Meemi.com</a>:</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Ciao Enrico, ti ringrazio per aver accettato l&#8217;intervista, è molto gentile da parte tua.<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Ciao Michele. E perché non dovrei risponderti, sei così gentile.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> La domanda di rito: cosa è Meemi?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Meemi ora è una piattaforma di social network / microblog, che evolverà nel tempo. Abbiamo visioni un po’ più ampie rispetto allo stato attuale ed è per questo che stiamo cercando investitori.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Una delle principali accuse rivolte alle piattaforme di microblogging è quella di impoverire la comunicazione. Il giornalista di Repubblica Gabriele Romagnoli ha definito ad esempio Twitter &#8220;il figlio scemo del blog&#8221;. Come risponderesti ad una affermazione del genere?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Sicuramente la Comunicazione (quella con la C maiuscola) non si impoverisce, anzi viene analizzata e discussa in termini più ampi ed in tempi più veloci (proprio come se la si analizzasse a voce).<br /> Riguardo all&#8217;affermazione del giornalista di Repubblica (che non conosco tra l&#8217;altro), mi trovi totalmente in disaccordo. Il blog è nato per una funzione specifica, il social network, il microblog hanno un&#8217;altra funzione. Purtroppo abbiamo una visione limitata delle cose e non riusciamo a guardare più in la del nostro naso &#8230; ma a volte ci si ferma all&#8217;apparenze.<br /> Twitter è un bel prodotto ma deve aggiornarsi altrimenti non avrà vita lunga (anche se ora sta crescendo, è ancora troppo di nicchia).</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Oltre ad aver rimosso il limite dei 140 caratteri per ciascun messaggio in che cosa la vostra offerta si differenzia da Twitter? Ti chiedo questo perchè Twitter è &#8211; di fatto &#8211; il vostro concorrente diretto.<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> (Ti dirò ad avere i soldi di Twitter credo che lui dovrebbe aver paura di noi…).<br /> Le differenze sono tante, infatti per realizzare Meemi abbiamo analizzato sia Twitter che Tumblr ed abbiamo cercato di colmare quello che manca e che gli utenti hanno adattato con mashup esterne.<br /> Ad esempio, su Twitter prova a condividere un&#8217;immagine e poi fallo su Meemi. Sul primo vedrai semplicemente un link che ti porta nella maggior parte dei casi su Twitpic; sul secondo vedrai l&#8217;immagine nel tuo stream, generando discussioni e feedback direttamente sotto l&#8217;immagine postata. Cosi come i video, gli eventi (che puoi organizzare e vedere direttamente sul calendario).<br /> Un&#8217;altra differenza sono le discussioni, prova a seguirle su Twitter e su Meemi, sul primo non puoi farlo. Logicamente io parlo di Twitter.com e Meemi.com, cioè i 2 servizi nudi e crudi, senza mashup e programmi vari.<br /> Abbiamo chiesto alle persone di provarci ma la risposta è sempre la stessa: &#8220;ed i miei amici di twitter?&#8221;&#8230; ma in definitiva io credo che sia perché siamo italiani e non americani che non facciamo notizia&#8230; per ora.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Alla base del successo di ogni social network c&#8217;è il tentativo di tessere relazioni sociali quanto più possibile autentiche. Questa è anche la ragione che ha decretato il successo di Facebook, dove le persone sono indotte ad usare nome e cognome veri. Anche Myspace si sta muovendo in tal senso, incoraggiando gli utenti a rendere pubblici nome e cognome. Anche voi di Meemi farete lo stesso? Secondo te è utile presentarsi con dati veri anziché con un nickname?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Ni, sicuramente intessere relazioni sociali con persone che conosco davvero è utilissimo, non c&#8217;entra un nick ma la vita che hai sul social network. Su Meemi da sempre hai la possibilità di inserire il tuo nome e cognome, e lo visualizzi tranquillamente nella pagina personale del contatto ma pochi lo inseriscono per davvero (io per primo ma per pigrizia). Invece nonostante questo, su Meemi abbiamo cercato di dare un ambiente &#8220;familiare&#8221;, ci si conosce in base a quello che si posta, si condivide, si discute &#8230; ma cerchiamo quando è possibile di incontrarci di persona. Con utenti conosciuti su Meemi ora gioco a calcetto, abbiamo organizzato pizze e ci vediamo tranquillamente per andare al cinema&#8230; questo è ciò che io intendo &#8220;Socializzare&#8221;.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> I social network sono diventati un formidabile strumento di marketing, abbiamo visto come Obama ne abbia fatto largo uso nel corso della sua campagna elettorale. Come mai in Italia sono ancora poche le aziende che ne fanno uso?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Sono poche le aziende che lo usano per i semplici motivi:</p><ol><li>non ci sono persone preparate per farlo,</li><li>hanno paura a relazionarsi con i loro clienti finali.</li></ol><p>Qualche timido tentativo lo si sta vedendo ma siamo ancora lontani.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Parliamo di spam: se davanti a noi riteniamo di avere interlocutori interessati solo all&#8217;autopromozione, semplicemente fuggiamo via dal social network, e questa &#8211; secondo me &#8211; è una delle principali cause che hanno portato al declino di Myspace. Il problema è che molti utenti non sanno neppure che molte volte l’autopromozione sconfina nello spam. Fino a che punto su un social network bisogna tollerare questo fenomeno?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Si può essere tolleranti quanto si vuole, il social network è bello proprio per questo, se ho un utente che mi da fastidio lo blocco o non lo seguo, gli strumenti ci sono.<br /> Discorso inverso invece per lo spam, intesto come rottura di scatole, quello su meemi viene bloccato a monte in 3 punti fondamentali, all&#8217;iscrizione, sul posting o su segnalazione.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Quasi tutti i social network hanno il problema di monetizzare gli accessi degli utenti. Sia chiaro: &#8220;monetizzare&#8221; non è un termine negativo, per mantenere in piedi una piattaforma serve ovviamente denaro. Come si finanzia Meemi?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Abbiamo chiaro come &#8220;monetizzare&#8221; la piattaforma ed i nostri obiettivi e fra un po’ inizieremo a sperimentarli, per ora è totalmente autofinanziato (e si vede, infatti il server ha dei rallentamenti) e siamo alla ricerca di sponsor / investitori.<br /> Non ho mai creduto che monetizzare sia un termine negativo, sono sempre stato del parere, come tu hai sottolineato, che bisogna investire e significa farlo anche monetariamente.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Meemi tutela la privacy o anche voi raccogliete mastodontici dossier su ogni utente come Facebook?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Non raccogliamo nessun dossier, tutti i dati che raccogliamo sono visibili a tutti, tranne per i memi privati che vengono scambiati. Cerco sempre di instaurare un bel rapporto con ogni meemer (anche se è utopistico) e cerchiamo di risolvere / sviluppare quello che ci viene chiesto velocemente. Fin&#8217;ora nessuno si è mai lamentato di problemi con la nostra politica della privacy.</p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> La mia prima impressione su Meemi è stata molto positiva. Le discussioni sono vive e gli utenti sembrano interessati al dialogo. Quindi la domanda è: come si crea community di successo?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Con la passione e conoscendo le persone. <img src='http://www.fortunecat.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> E infine una domanda personale. Perchè nella foto dell&#8217;avatar indossi un naso da clown?<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Perché sono un clown di corsia ormai da 6 anni, sono un clown nella vita ed in ogni momento della mia vita &#8230; ma questa è un&#8217;altra storia. <img src='http://www.fortunecat.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p><p><span style="font-weight: bold;">M:</span> Ti ringrazio per l&#8217;attenzione e per la tua grande disponibilità.<br /> <span style="font-weight: bold;">E:</span> Grazie a te.</p><p>Concludo questa intervista ringraziando ancora Enrico ed invitando i lettori a provare Meemi, una piattaforma <span style="font-style: italic;">italiana</span>. Siate un po&#8217; &#8220;nazionalisti&#8221; una volta tanto&#8230;<br /> Alla prossima.</p><p><p style="text-decoration: none; color: #000; font-weigth: bold; text-align: right; font-size: 10px"><a href="http://www.fortunecat.it/2009/06/intervista-meemi-capobecchino/">Intervista ad Enrico Scognamillo di Meemi.com</a><br /> &copy; Fortunecat.it <a style="text-decoration: none; color: #000; font-size: 10px; font-weigth: bold; text-align: center;" href="http://www.fortunecat.it">Web Marketing Blog</a></p></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.fortunecat.it/2009/06/intervista-meemi-capobecchino/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> </channel> </rss>