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Scritto da Fortunecat in Interviste
Salve a tutti, oggi discutiamo di blog e di tecniche di blogging con Mirko D’Isidoro, autore di Blographik.it.
Michele: Mirko D’Isidoro è un pro-blogger, Blographik è infatti un blog molto noto e seguito. Ma torniamo indietro nel tempo: com’è nato questo tuo progetto? Ho notato che il tuo post più vecchio indicizzato da Google parla addirittura di fotografia. Quando hai creato Blographik avevi già in mente una precisa “linea editoriale”?
Mirko: Il progetto è nato 4 anni fa – compiuti da poco tempo
– con l’obiettivo di guadagnare qualcosa con AdSense, visto che avevo creato un anno prima un altro blog aziendale che mi fruttava abbastanza bene.
Il blog nasceva dalla collaborazione con un mio ex-collega dell’azienda in cui lavoravo fino a 2 anni fa, che aveva delle buone conoscenze di video editing, grafica e anche un po’ di fotografia.
Ecco perché trovi i primi articoli dedicati a questi settori, che in pratica sono ormai acqua passata. Quando ho creato Blographik avevo una linea editoriale, che però si è andata modificando nel tempo con l’abbandono del mio collaboratore e con l’aumentata passione per settori diversi e mai trattati prima di cui stavo acquisendo diverse nozioni, quali il blogging, la seo, il web design, il web marketing, ecc…
Michele: Si dice spesso che per aprire un blog è fondamentale avere le idee chiare fin dall’inizio. Ma questo punto di vista – secondo me – tende a non considerare la spontaneità del blog. Cosa ne pensi?
Mirko: Credo sia più che corretto avere delle idee chiare fin dall’inizio, per evitare di perdere mesi o anni, fino a quando non si trova la giusta via da seguire. Infatti anch’io consiglio di avere ben chiari in testa gli obiettivi che si prefigge il blog, la frequenza di pubblicazione, le categorie da inserire, le macro-aree da trattare, e via di seguito.
Michele: E quindi cosa ti ha spinto a diventare un blogger?
Mirko: La voglia di conoscere un mondo per me nuovo fino a circa 5/6 anni fa.
Iniziavo a capire che questo settore poteva diventare una vera e propria professione, anche in Italia. La passione per la seo mi ha portato in larga parte a capire come funzionava un blog, quale piattaforma utilizzare e come ottimizzarla per i motori di ricerca.
In pratica, il mio obiettivo iniziale era di posizionarmi nei motori di ricerca utilizzando lo strumento blog.
Michele: L’uso dei blog è diventato ormai una consolidata strategia di web marketing. Secondo te esistono delle corsie preferenziali per promuovere un blog? Oppure – ponendo la domanda al contrario – esistono delle cose da non fare per avere successo? Esistono cioè dei comportamenti particolarmente deleteri per un blogger?
Mirko: Sì, esistono degli errori che potrebbero essere evitati. Il più frequente è l’abbandonare il blog dopo pochi mesi dalla sua nascita.
Si parte sparati, scrivendo articoli tutti i giorni, poi non si vedono risultati tangibili, non si guadanga nulla, non ci si posiziona bene nei motori di ricerca, non arrivano i clienti, non si vendono servizi, ecc… Questo porta a frustrazione con la conseguenza naturale di abbandono del progetto.
Il mio consiglio quindi è di non abbandonare mai il proprio blog, e cercare gestirlo senza troppi stress e patimenti d’animo.
Cosa si intende per avere successo in rete? Secondo me bisognerebbe capire questo, prima di iniziare.
Si vuole guadagnare con pubblicità o vendita diretta di link o banner? Si vuole accrescere la propria reputazione on line, rendere noto un marchio, o vendere un determinato prodotto o servizio? Si vogliono creare dei fan a cui poter offrire del materiale a pagamento?
Una volta che si risponde a queste domande generiche, già possiamo capire dove focalizzarci e in quanto tempo si potrebbero raggiungere determinati risultati.
Lo stabilire delle tappe intermedie, mettendosi ad un tavolo e facendo il sunto degli ultimi mesi, è un altro dei miei consigli. Abbiamo raggiunto l’obiettivo a medio termine? Se non ci siamo riusciti, come dobbiamo operare per avvicinarci?
Riguardo i comportamenti deleteri di un blogger: non mettersi su un piedistallo e mostrarsi saccenti anche se si è competenti nella nicchia di mercato trattata dal blog. Dobbiamo essere sempre estremamente disponibili nel rispondere alle domande via email, e soprattutto creare discussioni e rispondere ai commenti presenti sul blog.
Non pensiamo di essere i migliori, cerchiamo invece di puntare a creare una rete di contatti, commentando su blog dello stesso settore, offrendo del contenuto di valore anche nelle discussioni su altri progetti on line, mostrandoci disponibili e sempre con i piedi per terra, anche quando il blog schizza in alto nei risultati di ricerca.
Michele: Quando si parla di blog solitamente si fa riferimento a privati, le imprese che hanno aperto un blog di successo non sono molte. Questo perchè quando a gestire il blog è un ente che ha fini di lucro il lettore teme spesso una mancanza di obiettività. Quale consiglio ti sentiresti di dare a chi apre un blog aziendale?
Mirko: La mia prima esperienza è stata quella di realizzare un blog dell’azienda della mia famiglia: www.matrimonio-sposa.it, tutt’ora in piena attività. ![]()
Il blog aziendale dovrebbe essere utilizzato come strumento per diffondere i principi, i valori e le competenze di coloro che lavorano all’interno e, ancora meglio, di coloro che sono i proprietari dell’azienda.
Ecco perché, quando mi chiedono di realizzare un blog aziendale, cerco di formare del personale che poi avrà la responsabilità di gestirlo, seguendo una linea editoriale ben precisa.
Mostrare il proprio lavoro e rischiare di ricevere commenti negativi o critiche offensive è uno dei motivi per cui le aziende hanno così tanta difficoltà a capirne le potenzialità. Il blog deve essere utilizzato come strumento di trasparenza, per creare un rapporto più informale e diretto con i clienti o i propri fan.
Michele: Molti dicono che i social network alla lunga soppianteranno i blog. E’ un rischio concreto secondo te? Qual è il tuo rapporto con i social network?
Mirko: Non credo che i blog rischino di scomparire dal web come la televisione non ha mai sostituito la radio.
Sono strumenti diversi, e devono essere utilizzati per gli scopi per cui sono stati creati. Per questo potranno convivere felicemente, anzi l’utilizzo di entrambi ci permette di rafforzare la nostra presenza in rete utilizzando più canali. Ecco quindi che per un blogger è un vantaggio lavorare anche su Facebook, Twitter e simili.
Il mio rapporto con i social network all’inizio è stato abbastanza conflittuale. Ho cercato in tutti i modi fino ad un paio di anni fa di non essere inglobato nel marasma di informazioni, condivisioni dei social, perché pensavo erroneamente che mi facessero solo perdere tempo prezioso.
Ora la penso in maniera opposta, sono un’ulteriore risorsa per scovare notizie, capire come gli altri utilizzano questi strumenti per posizionarsi in rete, accrescere la propria reputazione, ecc…
Infatti ora nei corsi e nei master che seguo come docente, ho aggiunto alle varie lezioni dedicate al blogging, alla seo e a wordpress, anche il social media marketing, in continua evoluzione.
Michele: Domanda difficile, ma interessante.
Spesso gli utenti tendono a sovrapporre il blog (il contenuto) con il blogger (l’autore). E quindi il blog diventa parte integrante della propria reputazione online. Quale consiglio vorresti dare a chi vuole costruirsi un’ “immagine” grazie al proprio blog?
Mirko: Basta dare un’occhiata a Blographik. Questo progetto, nato con obiettivi diversi, ora lo utilizzo proprio per accrescere la mia reputazione, da quando ho deciso di buttarmi nel mondo del lavoro come libero professionista o blogger a tempo pieno. ![]()
Costruire una buona reputazione on line costa sacrifici, sudore e tante idee da sviluppare ma i risultati ci sono. Infatti ricevo spesso richieste di preventivi per la realizzazione di blog su misura o partendo da un layout esistente, o consulenze in merito a delle strategie da adottare per partire con il piede giusto on line.
Un blogger che ha questo obiettivo deve focalizzarsi sulla propria immagine, sforzandosi di mostrare la propria faccia dovunque
e cercando di creare dei video in cui è lui stesso a parlare.
Durante il nuovo anno mi ero prefissato di utilizzare il canale video in modo molto più frequente offrendo materiale utile e di valore, sempre con il mio bel faccione davanti alla mia camcorder economica.
Il mio consiglio quindi è di puntare assolutamente sul canale video, la nostra reputazione ne gioverà tantissimo. Saremo poi più riconoscibili, affidabili e richiesti. E’ troppo mitico essere riconosciuto durante le mie partecipazioni ai vari workshop, convegni ed eventi sparsi per l’Italia. ![]()
Michele: I blog e l’informazione in Italia. Secondo uno studio del 2009 condotto da Humanhighway in collaborazione con Liquida i lettori abituali di blog di informazione e attualità sono il 10% dell’utenza Internet italiana, cioè circa 2,3 milioni di individui. Quindi l’influenza dei blog è davvero notevole.
Si parla spesso di equiparare i blog alle testate giornalistiche. Da un lato si ritiene che questo renda le informazioni più affidabili responsabilizzando i blogger, dall’altro si vede questa equiparazione come un bavaglio ai blogger. Qual è la tua opinione a riguardo?
Mirko: Domanda molto difficile Michele.
Siamo tutti d’accordo che l’influenza dei blog anche in Italia inizia ad avere il suo peso, e sempre più ne avrà con il passare degli anni e con l’aumento e la diffusione della banda larga.
Il blog deve essere utilizzato come strumento per dire tutto ciò che si vuole senza bavagli o restrizioni di ogni tipo. Io non potrei mai equipararmi ad una testata giornalistica perché non sono un giornalista ma un semplice blogger. Cioè un tipo che parla di ciò di cui è appassionato. Spetterà poi al lettore capire e premiare un blog che vale la pena di essere letto o affondarlo. Tutto qui. ![]()
Ti ringrazio per avermi posto tutte queste domande altamente interessanti, ci si risente in rete o durante qualche evento, magari organizzato proprio da me, chissà. ![]()
Michele: Ma certo, ci conto. ![]()
Ringrazio Mirko per aver avuto la pazienza di rispondere al mio terzo grado. ![]()
Alla prossima…
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3 Commenti
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Interviste on line: Alcuni miei suggerimenti e diverse considerazioni sul blogging, dalle domande di Michele Caivano – http://ow.ly/1cGSY
ma se a uno va di fare un blog così, solo per il piacere di scrivere?
io ho un blog personale, quindi anche io sono per il piacere della scrittura

però devo riconoscere che i blog personali non se li fila nessuno.