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Google snippets: definizione, algoritmi, consigli pratici per influenzarne la scelta

Scritto da Fortunecat in SEO

Il fatto che i motori di ricerca stiano cercando di disfarsi dei metadati title e description non è una novità. I metadati sono facilmente modificabili dai webmaster e quindi suscettibili di spam, possono essere inutili per l’utente e nei casi peggiori addirittura fuorvianti.

Abbiamo visto come il metatag keywords sia andato “in pensione” (anche se solo per Google, Bing lo considera ancora). Ora sono i metatag title e description ad essere messi in discussione, a seguito delle migliorie apportate dai motori di ricerca nella generazione degli snippet.

Facciamo un esempio: se cerco su Google “case”, quello che viene mostrato per un dato sito web è:

  • il titolo;
  • la descrizione, ovvero ciò che Google chiama snippet.

Nella scelta dello snippet, Google ha di fronte a sè tre alternative:

  1. utilizzare la meta description della pagina;
  2. mostrare la descrizione di DMOZ (ove presente);
  3. mostrare porzioni di testo estratte dalla pagina.

Fra le tre verrà mostrata quella che Google ritiene più rilevante rispetto alla query dell’utente. A query diverse corrisponderà quindi una descrizione diversa nei risultati di ricerca.

In particolare per estrarre testo dalla pagina Google utilizza l’algoritmo “Keyword in Context” o “Quick snippets”.

Keyword in Context

Tale algoritmo crea un indice a partire da un documento contenente materiale testuale. Ciascuna keyword del documento è memorizzata in tale indice insieme al testo circostante, ovvero alle parole che precedono e seguono le keyword in questione.

Qual è la ratio?

Google vuole far capire agli utenti se quella pagina sarà utile o meno, e cerca di farlo evidenziando i punti in cui la parola “case” appare nella pagina.

Invece se Google ti mostrasse solo le prime 50 parole della pagina, questo non sarebbe utile per capire su cosa stai cliccando.

A cosa serve lo snippet?

Chiariamo questo punto. Lo snippet è utile perché consente all’utente di valutare la rilevanza di una pagina anche senza visualizzarla.

Un motore di ricerca è valido nella misura in cui riesce a presentare un utile riassunto dei risultati di ricerca all’utente. Capite bene che quando effettuiamo una ricerca non possiamo perdere tempo nel cliccare su tutti i siti che ci vengono presentati.

L’utente che naviga una SERP sceglie di cliccare sul sito che presenta il miglior matching con la propria query, e tale matching è valutato proprio grazie ai riassunti.

Riassunti troppo lunghi possono rallentare la ricerca mentre quelli troppo brevi possono risultare inutili.

Algoritmi per la generazione di snippet

I brevetti di Google “Methods and systems for generating textual information” del 2004 e “Presenting search results information” del 2007 ci danno un’idea sommaria del meccanismo alla base della generazione degli snippet.

(L’ultimo dei brevetti citati fa riferimento a Google Notebook, il cui sviluppo è stato interrotto nel 2009. Tuttavia la parte relativa al modulo “snippetizer” risulta comunque utile alla comprensione degli algoritmi utilizzati dal motore di ricerca.)

Di seguito un possibile schema dell’algoritmo:

Algoritmo di generazione degli snippet

L’utente effettua una query e il motore di ricerca localizza una serie risorse rilevanti rispetto alla query dell’utente.

La ricerca viene  condotta all’interno di un repository costruito indicizzando e scansionando automaticamente le pagine web.

Un “ranker” effettua l’ordinamento dei risultati di ricerca mentre uno “snippetizer” crea gli snippet per i risultati di ricerca. Ma vediamo più in dettaglio sulla base di quali criteri vengono generati gli snippet e come possiamo influenzare la scelta di Google.

Google considera gli snippet dei veri e propri summaries, dei riassunti della pagina.

1° Fase: Determinazione della dimensione del summary

La lunghezza massima del summary può essere fissata in vari modi. Può essere stabilita una lunghezza massima in termini di numero di caratteri oppure in termini di di pixel occupati. Quest’ultimo metodo ha implicazioni interessanti nel caso lo schermo sia di dimensioni ridotte, come nel caso di cellulari.

2° Fase: Identificazione dei documenti

Il motore di ricerca seleziona una serie di documenti in funzione della presenza delle keyword cercate dall’utente (tenendo anche conto dell’occorrenza di queste ultime nei documenti).

3° Fase: Tokenizzazione

Il documento viene quindi tokenizzato. Viene cioè trasformato da un’unica stringa di caratteri ad un insieme (un “array” se vogliamo) di parole.

4° Fase: Individuazione dei candidate summaries

Vengono individuate delle posizioni da cui estrarre dei “candidate summaries”.

L’insieme dei riassunti candidati è costituito dalla (o dalle) keyword cercata più una serie di termini disposti prima e dopo la keyword.

5° Fase: Scelta dei summaries

Google sceglie i due potenziali summaries dal maggior peso e può eventualmente decidere di mostrarli insieme nei risultati di ricerca. La scelta è effettuata anche cercando di massimizzare la percentuale di parole aventi significato.

Inoltre: se l’utente cerca più parole chiave e una di queste è presente nel titolo della pagina, Google può scegliere di mostrare estratti relativi solo alle restanti keyword.

Es.: se cerco “hotel abruzzo” e in un sito la parola “hotel” è contenuta nel title, Google può decidere di mostrare uno snippet in cui è evidenziata solo la parola “abruzzo”.

Ma ora vediamo quali sono le implicazioni concrete della struttura dell’algoritmo.

1° Consiglio pratico: includere le keywords principali

Abbiamo visto come Google evidenzi nel documento le keywords cercate dall’utente. La priorità viene quindi data a quello che cerca l’utente.

Se il vostro sito parla di “case” ma nella meta description e nel title non è presente il termine “case”, allora è molto probabile che Google decida di mostrare una descrizione scelta in base ai propri algoritmi e di ignorare la vostra meta description.

Lo snippet mostrato è molto importante. Uno snippet convincente invoglia i visitatori a cliccare e non sempre le scelte algoritmiche di Google sono le più appropriate.

Il mio suggerimento è quindi il seguente: controllate sempre su Analytics le keywords principali con cui gli utenti giungono alle vostre pagine e modificate le meta descrizioni e i titoli in modo da includerle.

2° Consiglio pratico: la lunghezza conta

Anche la lunghezza della descrizione è importante. Mantenetevi tra i 50 e i 150 caratteri per evitare che Google faccia di testa propria.

3° Consiglio pratico: evitate le duplicazioni

Evitate di replicare nella meta descrizione quanto scritto nel title. Una descrizione identica al title non è di nessuna utilità per l’utente. Evitate anche di usare come descrizione una lista di keyword priva di significato.

4° Consiglio pratico: il metatag noodp

Infine volete evitare che venga utilizzata la descrizione di DMOZ potete usare il seguente metatag:

<meta name=”robots” content=”noodp” />

E che dire dei titoli mostrati nella SERP?

Sinora abbiamo parlato in sostanza di come Google decida di mostrare descrizioni rilevanti agli utenti. In realtà quanto detto sin qui si applicherà anche ai titoli delle pagine, come confermato da Matt Cutts in un recente video.

Utilizzando la stessa logica sinora applicata alle descrizioni Google intende mostrare anche i titoli che ritiene più utili.

Ad esempio: supponiamo che il titolo della tua pagina sia “senza titolo”. O supponiamo che il metatag title sia del tutto assente. In tali casi Google può scegliere autonomamente di dare alla pagina un titolo diverso e più rilevante.

Analogamente: se hai la stessa meta description o lo stesso title per tutte le pagine del tuo sito, Google si riserva il diritto di determinare quali sono il titolo e le descrizioni più appropriati per ogni pagina.

Se hai un titolo molto lungo, con tante parole, Google ne terrà comunque conto nel suo score, ma può decidere di mostrare all’utente uno migliore e più breve.

Diremo addio ai metatag?

Chiudo il post con due domande. Il title e la meta description faranno la stessa “fine” delle meta keywords?

E’ giusto che Google si riservi il diritto di dare i titoli e le descrizioni che preferisce alle nostre pagine?

Alla prossima. :)

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Commenti dei lettori

  1. Giacomo Pelagatti |

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  2. Pino Messina |

    Google snippets: definizione, algoritmi, consigli pratici per influenzarne la scelta http://bit.ly/OSUPk

  3. Marco Ziero |

    RT @mespino: Google snippets: definizione, algoritmi, consigli pratici per influenzarne la scelta http://bit.ly/OSUPk

  4. Marco Massara (SEOs) |

    RT @mespino: Google snippets: definizione, algoritmi, consigli pratici per influenzarne la scelta http://bit.ly/OSUPk

  5. Edmondo Antonacci |

    RT @Fortune_Cat: Google snippets: un'ampia panoramica con algoritmi e consigli pratici ;) http://bit.ly/3KvmEq

  6. deborah |

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