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AGO

Condividere vs Creare

Scritto da Fortunecat in Social network

Lancio una provocazione: siamo sicuri che il boom repentino dei social network e soprattutto delle varie forme di sharing sia davvero un passo in avanti?
Non metto in dubbio che Twitter e gli altri social siano degli ottimi strumenti di comunicazione e come tali possano essere usati per conseguire obiettivi di marketing. Il punto è che il modello su cui si basa questa concezione del web non mi sembra sostenibile. Quello che manca in fondo è la creazione di nuovi contenuti.

Crisi dei social network in vista?

Si è parlato di crisi dei blog e dei forum, incalzati da Twitter e Facebook. Ma tutto questo è destinato a durare? Io ho notato degli scricchiolii, partiamo dalla nota piattaforma di micro-blogging:

  • Secondo voi qual è il valore aggiunto di Twitter? Su Twitter non ci sono reali conversazioni, si ha sempre l’impressione di parlare da soli. E d’altronde non siamo tutti Obama, la platea in ascolto per molti utenti è relativamente ridotta (secondo una ricerca dell’HP Lab risalente alla fine del 2008 gli utenti di Twitter hanno in media 80 followers, anche se tale dato è distorto dalla presenti degli utenti top).
  • Secondo una recente ricerca di Harvard Business il 10% degli utenti top di Twitter produce ben il 90% dei tweets dell’intera piattaforma. Questo implica che le persone che davvero producono informazioni sono un gruppo estremamente limitato.
  • Secondo un altro sondaggio il 60% degli iscritti abbandona Twitter dopo un mese.

Ma è solo Twitter ad avere dei problemi? Io credo sia in crisi un intero modo di pensare:

  • Il tracollo di Myspace dimostra come quello dei social network sia un fenomeno giovanile, alcuni hanno paragonato il tentativo di trattenere i giovani su una piattaforma al tentativo di trattenere l’acqua con le proprie mani.
  • Pew Internet & American Life Project ha rilevato che l’aumentare degli utenti adulti su Facebook ha determinato la fuga di molti giovani: il semplice fatto che la piattaforma fosse frequentata anche da over 55 avrebbe di colpo “invecchiato” Facebook, agli occhi dei ragazzi delle high schools.

Qual è il minimo comune denominatore dei punti sopracitati? O meglio: qual è la vera debolezza insita nei social network? Quello che pochi vogliono ammettere è che non siamo presenti su Facebook o su Twitter per comunicare con altre persone. Leggo oggi su Repubblica che persino le persone che su Facebook hanno 500 amici alla fine sono in contatto con al massimo 10-15 persone. La causa di questa limitatezza è da alcuni individuata nella struttura stessa della mente umana: gli uomini non sarebbero semplicemente capaci di restare in contatto con un numero così elevato di persone.

Ma se non siamo sui social per comunicare qual è lo scopo della nostra presenza? In teoria nessuno. A meno che il social network non divenga un modo per veicolare contenuti. Da qui il continuo sharing di video, testi, citazioni che possiamo vedere nelle bacheche di Facebook.

Condividere, condividere, condividere…

Ma si può condividere all’infinito senza creare? E chi crea è davvero disposto a dare le proprie creazioni in pasto a dei semplici aggregatori?

Il fatto che un magnate come Murdoch abbia di fatto decretato la fine delle informazioni gratis sul web significherà pure qualcosa no? Da Novembre il Sunday Times sarà il primo giornale della News Corp a diventare a pagamento.  E qual è una delle ragioni addotte? Murdoch ha accusato Google e Yahoo di utilizzare “impunemente” le notizie dei suoi giornali. Anche in questo caso quindi il problema è dovuto al fatto che qualcuno ha preferito condividere e riutilizzare piuttosto che elaborare nuove notizie.

Un modello come questo secondo me non può avere futuro. E voi che ne pensate?

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Commenti dei lettori

  1. Bl@ster |

    Complimenti, ottimo post :)
    Sono d’accordo con tutto ciò che viene detto.

  2. Michele Caivano |

    il futuro dei social network? http://htxt.it/KL7W

  3. Fortunecat |

    Grazie Blaster, sono contento che tu condivida la tesi del post.

  4. Capobecchino |

    Direi che in parte hai centrato il punto, il SN deve creare valore aggiunto e dare in cambio SEMPRE qualcosa al suo utilizzatore, altrimenti alla lunga stanca ;)

  5. simone |

    Hai ragione su quasi tutti i punti tranne il fatto che ci sono artisti che producono contenuti nuovi e che usano FB come Network per la loro diffusione, il caso piu’ eclatante in Italia e’ sicuramente Morticella [ 7500 fans circa ] che ha introdotto nuovi standard per il fumetto on-line , unica nota stonata e’ che Morticella pur essendo italianissimo produce da Londra.

    Simone

  6. Fortunecat |

    Non metto in dubbio che vi siano artisti che usano i social per promovere le loro opere, purtroppo temo che questi siano una minoranza…
    Grazie per la visita. :)

  7. Giuseppe |

    Twitter e altri Social Network hanno due funzioni primarie una effettiva e l’altra psicologica.
    La prima e diramare ciò che mi pare della mia vita (sono single, cerco qualcosa ecc) in modo che chi è tra i miei amici possa essere al corrente di quello che mi capita
    la seconda ragione è psicologica, viviamo in un modo altamente tecnologico dove si è passati da un group-relationship (le compagnie di un tempo) ad una network-relationship. Quindi chi non è nel network rimane isolato e parlando con il mondo si convince (o spera) che qualcuno lo ascolti.
    Il Social Network non va visto come scambio di contenuti ma come sacmbio di emozioni, come per anno lo sono stati gli SMS (che a mio avviso sono stati i precursori dei moderni SN)
    Una possibile evoluzione dei SN daranno i motori di ricerca, alcuni dicono che dietro l’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook ci sia proprio l’intento di mettere le meni su una tecnologia di ricerca simile a quella di Twitter.
    In conclusione per come la vedo io i social network sono una fase nuova del web. Non sono strumenti di conoscenza collettiva ma sono una forma di coscienza collettiva

  8. Fortunecat |

    Caro Giuseppe,
    apprezzo il tuo punto di vista, sarebbe fantastico se tutti la pensassero come te. Il problema è che da molti il social network è visto come uno strumento di marketing nella migliore delle ipotesi, e come un modo piuttosto voyeuristico per parlare di sè nella peggiore.

    Lo dimostra il fallimento di Myspace, e in un certo senso anche la recente acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook.

    Grazie per la visita, sei sempre il benvenuto. :)

  9. Giuseppe |

    Il mondo cambia quando la gente comincerà a rendersi conto di quello che costano gli SMS e che con twitter si possono fare +/- le stesse cose allora le cose combieranno. Purtroppo i più non ne sono ancora consapevoli e facebook e troppo complesso per essere usato in mobilità (come web 2.0 é uno spettacolo ma ha bisogno di cpu potenti :)

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