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Intervista ad Enrico Scognamillo di Meemi.com

Scritto da Fortunecat in Interviste, Social network

Intervistiamo Enrico Scognamillo (alias “Capobecchino”), proprietario insieme a Carla Ruggiero (alias “Crocchetta”) della piattaforma italiana di microblogging Meemi.com:

M: Ciao Enrico, ti ringrazio per aver accettato l’intervista, è molto gentile da parte tua.
E: Ciao Michele. E perché non dovrei risponderti, sei così gentile.

M: La domanda di rito: cosa è Meemi?
E: Meemi ora è una piattaforma di social network / microblog, che evolverà nel tempo. Abbiamo visioni un po’ più ampie rispetto allo stato attuale ed è per questo che stiamo cercando investitori.

M: Una delle principali accuse rivolte alle piattaforme di microblogging è quella di impoverire la comunicazione. Il giornalista di Repubblica Gabriele Romagnoli ha definito ad esempio Twitter “il figlio scemo del blog”. Come risponderesti ad una affermazione del genere?
E: Sicuramente la Comunicazione (quella con la C maiuscola) non si impoverisce, anzi viene analizzata e discussa in termini più ampi ed in tempi più veloci (proprio come se la si analizzasse a voce).
Riguardo all’affermazione del giornalista di Repubblica (che non conosco tra l’altro), mi trovi totalmente in disaccordo. Il blog è nato per una funzione specifica, il social network, il microblog hanno un’altra funzione. Purtroppo abbiamo una visione limitata delle cose e non riusciamo a guardare più in la del nostro naso … ma a volte ci si ferma all’apparenze.
Twitter è un bel prodotto ma deve aggiornarsi altrimenti non avrà vita lunga (anche se ora sta crescendo, è ancora troppo di nicchia).

M: Oltre ad aver rimosso il limite dei 140 caratteri per ciascun messaggio in che cosa la vostra offerta si differenzia da Twitter? Ti chiedo questo perchè Twitter è – di fatto – il vostro concorrente diretto.
E: (Ti dirò ad avere i soldi di Twitter credo che lui dovrebbe aver paura di noi…).
Le differenze sono tante, infatti per realizzare Meemi abbiamo analizzato sia Twitter che Tumblr ed abbiamo cercato di colmare quello che manca e che gli utenti hanno adattato con mashup esterne.
Ad esempio, su Twitter prova a condividere un’immagine e poi fallo su Meemi. Sul primo vedrai semplicemente un link che ti porta nella maggior parte dei casi su Twitpic; sul secondo vedrai l’immagine nel tuo stream, generando discussioni e feedback direttamente sotto l’immagine postata. Cosi come i video, gli eventi (che puoi organizzare e vedere direttamente sul calendario).
Un’altra differenza sono le discussioni, prova a seguirle su Twitter e su Meemi, sul primo non puoi farlo. Logicamente io parlo di Twitter.com e Meemi.com, cioè i 2 servizi nudi e crudi, senza mashup e programmi vari.
Abbiamo chiesto alle persone di provarci ma la risposta è sempre la stessa: “ed i miei amici di twitter?”… ma in definitiva io credo che sia perché siamo italiani e non americani che non facciamo notizia… per ora.

M: Alla base del successo di ogni social network c’è il tentativo di tessere relazioni sociali quanto più possibile autentiche. Questa è anche la ragione che ha decretato il successo di Facebook, dove le persone sono indotte ad usare nome e cognome veri. Anche Myspace si sta muovendo in tal senso, incoraggiando gli utenti a rendere pubblici nome e cognome. Anche voi di Meemi farete lo stesso? Secondo te è utile presentarsi con dati veri anziché con un nickname?
E: Ni, sicuramente intessere relazioni sociali con persone che conosco davvero è utilissimo, non c’entra un nick ma la vita che hai sul social network. Su Meemi da sempre hai la possibilità di inserire il tuo nome e cognome, e lo visualizzi tranquillamente nella pagina personale del contatto ma pochi lo inseriscono per davvero (io per primo ma per pigrizia). Invece nonostante questo, su Meemi abbiamo cercato di dare un ambiente “familiare”, ci si conosce in base a quello che si posta, si condivide, si discute … ma cerchiamo quando è possibile di incontrarci di persona. Con utenti conosciuti su Meemi ora gioco a calcetto, abbiamo organizzato pizze e ci vediamo tranquillamente per andare al cinema… questo è ciò che io intendo “Socializzare”.

M: I social network sono diventati un formidabile strumento di marketing, abbiamo visto come Obama ne abbia fatto largo uso nel corso della sua campagna elettorale. Come mai in Italia sono ancora poche le aziende che ne fanno uso?
E: Sono poche le aziende che lo usano per i semplici motivi:

  1. non ci sono persone preparate per farlo,
  2. hanno paura a relazionarsi con i loro clienti finali.

Qualche timido tentativo lo si sta vedendo ma siamo ancora lontani.

M: Parliamo di spam: se davanti a noi riteniamo di avere interlocutori interessati solo all’autopromozione, semplicemente fuggiamo via dal social network, e questa – secondo me – è una delle principali cause che hanno portato al declino di Myspace. Il problema è che molti utenti non sanno neppure che molte volte l’autopromozione sconfina nello spam. Fino a che punto su un social network bisogna tollerare questo fenomeno?
E: Si può essere tolleranti quanto si vuole, il social network è bello proprio per questo, se ho un utente che mi da fastidio lo blocco o non lo seguo, gli strumenti ci sono.
Discorso inverso invece per lo spam, intesto come rottura di scatole, quello su meemi viene bloccato a monte in 3 punti fondamentali, all’iscrizione, sul posting o su segnalazione.

M: Quasi tutti i social network hanno il problema di monetizzare gli accessi degli utenti. Sia chiaro: “monetizzare” non è un termine negativo, per mantenere in piedi una piattaforma serve ovviamente denaro. Come si finanzia Meemi?
E: Abbiamo chiaro come “monetizzare” la piattaforma ed i nostri obiettivi e fra un po’ inizieremo a sperimentarli, per ora è totalmente autofinanziato (e si vede, infatti il server ha dei rallentamenti) e siamo alla ricerca di sponsor / investitori.
Non ho mai creduto che monetizzare sia un termine negativo, sono sempre stato del parere, come tu hai sottolineato, che bisogna investire e significa farlo anche monetariamente.

M: Meemi tutela la privacy o anche voi raccogliete mastodontici dossier su ogni utente come Facebook?
E: Non raccogliamo nessun dossier, tutti i dati che raccogliamo sono visibili a tutti, tranne per i memi privati che vengono scambiati. Cerco sempre di instaurare un bel rapporto con ogni meemer (anche se è utopistico) e cerchiamo di risolvere / sviluppare quello che ci viene chiesto velocemente. Fin’ora nessuno si è mai lamentato di problemi con la nostra politica della privacy.

M: La mia prima impressione su Meemi è stata molto positiva. Le discussioni sono vive e gli utenti sembrano interessati al dialogo. Quindi la domanda è: come si crea community di successo?
E: Con la passione e conoscendo le persone. ;)

M: E infine una domanda personale. Perchè nella foto dell’avatar indossi un naso da clown?
E: Perché sono un clown di corsia ormai da 6 anni, sono un clown nella vita ed in ogni momento della mia vita … ma questa è un’altra storia. ;)

M: Ti ringrazio per l’attenzione e per la tua grande disponibilità.
E: Grazie a te.

Concludo questa intervista ringraziando ancora Enrico ed invitando i lettori a provare Meemi, una piattaforma italiana. Siate un po’ “nazionalisti” una volta tanto…
Alla prossima.

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Commenti dei lettori

  1. Enrico e Carla |

    Grazie anche da parte di mamma meemi (Carla) ;)

  2. Ernesto |

    grande :D

  3. Arsenio |

    Ottima intervista e interessante discussione per un argomento ancora poco conosciuto nel nostro paese.

  4. fortunecat |

    Grazie per i commenti positivi!

  5. Danilo |

    Uno strumento d'interazione che può sicuramente crescere.

    Speriamo cresca anche l'attenzione per questo argomento da parte degli internauti.

    Buona fortuna!!!

  6. Seo Guru |

    Bravissimo Fortune Cat!!
    Quest'intervista è proprio un bel colpo.

    Ne avevo già la percezione… ma l'umanità e la simpatia di @capobecchino fanno di Meemi uno dei pochissimi social 'dal volto umano', e il fatto che sia itliano non può che riempirci di orgoglio, anche senza essere nazionalisti.

    Meemi è quasi qualcosa di più di un semplice microblogging… e non solo per aver levato quel maledetto limite dei 140 caratteri.

    Io sono molto su Twitter, adoro Identi.ca… ma Meemi è un'altra cosa.

    Provatelo e – dopo esservi iscritti – cercatemi e seguitemi, lo farò con piacere anch'io

    Una dimensione veramente 'familiare'… lo spam dei twitterers è lontano mille miglia, e non è cosa da poco.

    Di nuovo complimenti a Fortune Cat per l'iniziativa.

    :)

  7. fortunecat |

    @danilo: lo spero anch'io perchè meemi lo merita.
    @seo guru: concordo sull'umanità di enrico, grazie per i complimenti.

  8. Enrico / Capobecchino |

    hei! ragazzi grazie … ma sono una persona normalissima :)

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